La giustizia sommaria dell’ingiusto pensare che è giusto giustificare i giusti,soltanto perché li si ritiene tali.
Ma cos’è la giustizia?
Se non l’invenzione di gente perseguitata dalla frustrazione di non poter sapere cosa sia vero e cosa no?
Io fin da bambino subisco tale impedimento alla soddisfazione di conoscere o,meglio,saper riconoscere A da B quando entrambi hanno la stessa voce ma cambiano nella forma e negli aspetti.
E,se la nostra esistenza è costellata da ostacoli del pensiero e della coscienza,quello di certo perenne e direi insormontabile rimane il “salice della giustizia”,che,come la pianta in questione può assumere due volti,ma qual è quello giusto,poi?
Quello bello,che a noi piace,rigoglioso com’è di contenuti ed esteriorità che ci fanno star bene,o quello spoglio e sgradevole?
Ed è nel giusto l’uomo che si ritiene giusto nel giustiziare colui che fu ingiusto dando la morte all'uomo giusto... ?
Come è chiaro,il termine tanto ambiguo può assumere la forma di un gioco di parole,ed è spesso un gioco della mente a far decidere cosa sia giusto e cosa no.
Purtroppo!
Antonio Laselva