E le dita nervose
che suonano lettere
insonni
davanti allo sguardo
uno scialle dipinto di verde
che si intona a due occhi di giada
incrociati in uno specchio di blu.
sapore di mandorle dolci
di zagara in fiore
e di quel vento di mare
che incastra sudori di seppia.
Labbra incrostate di rosa si spengono in lacrime lente
e mi perdo a pensare
a quel profilo appena accennato
ad una sigaretta spenta per strada
ad un anno appena trascorso
su piedi incostanti e distratti
calzati da scarpe col tacco sempre più alto
dipinto da un lento e virtuoso
gioco a colori.
P.S. già pubblicata su LDS, dedicata ad A. con immenso amore.