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Pubblicata il 04/01/2004
Le osservi mentre scalano
al Sole nel vento,
le sollevi nell'immaginazione
fino agli astri,
ma nessuna delle dune sovrasta
la linea del tramonto luminoso
che ti mura violento
nelle semplici atmosfere del reale.
Hai ripudiato
le finestre e i vetri spessi
e nel camminare divieni feroce
mentre affondi nella sabbia.
Le senti nella pelle
come chiodi,
le vivi fino all’ultimo
queste turbolenze
che imprimono il passaggio
dal chiaro veglia
al buio profondo.
Le provi fino a corroderti
le salmastre acque dei miraggi
con la salata bevuta nella sabbia
in cui affondi bagnandoti.
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