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Pubblicata il 04/01/2004
Tutto allustrato come ‘na reggina,
er célo se sparpaja de lanterne
e lo sbrilluccichìo ne’la marina,
rispecchia, proprio sopra l’onne eterne.
La sera è dorce, e ‘na cantasiléna
se spanne,mentre er mare se dimena.
La gente se raduna pè magnare;
er cèfalo già pronto sur bracère
sprofuma l’aria… er ciriolaro
su’la lampara torna vers’ er faro.
E mentre ‘sto paesaggio se modella
l’acqua lambisce l’orme e le cancella.
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Mi sembra di vederlo il quadro che hai dipinto. E non credevo che un dialetto potesse essere così delicato.
Bella poesia
Ivan

il 04/01/2004 alle 20:24

Grazie Spank. Sei molto gentile e troppo buono. Io mi trovo un sacco di difetti e cercherò di fare meglio. Scrivo di getto e alcune volte rileggendole non mi piacciono.Però è una cosa che amo e sono tutte come dei figli miei.Ti auguro una bella giornata! Paola

il 06/01/2004 alle 09:43