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Pubblicata il 30/12/2003
Il fiato s'accorcia
Travolta da un branco
Di pensieri agghiaccianti.
Sono costretta a fermarmi
Dinanzi alla tua porta
Che al solo tocco della mia mano
Si schiude
Con cigolii taglienti
Come le lame che mi aspetto di trovare
Al tuo cospetto.
Mi hai rubato l'anima
Strappandomi
Insieme ad essa il cuore
Legandomi per sempre al tuo volere
Come un burattino nelle mani di
Uno sconsiderato giocoliere.
Nella tua dimora
Sono entrata
Correndo lungo un corridoio
Pesantemente decorato
Da marmi e statue
Che sembrano sussurrare al mio passaggio.
Sul tuo trono ti ho colto
...e come immaginavo
Senza alcuna gioia
Mi hai guardato
Ma ugualmente mi sono avvicinata a te
Con i miei occhi fissi nella tua anima
In silenzio
Ti ho accarezzato il volto
Mentre un bagliore azzurro nei tuoi occhi
Mi ha preannunciato la fine.
Dinanzi alla tua porta mi risveglio
E tutto ripercorro
In un ciclo eterno
Dal quale non voglio uscire
Per paura delle sofferenze
Che erediterei.
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