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Pubblicata il 05/01/2002



Brilla
punta bianca di diamante,
poggiata sul deserto
come una piccola stella assonnata
che si vuole riparare
dall'arido sguardo e impietoso
del Disco Solare.

Pesta
le umane dimensioni,
il peso dei tasselli come un monito
a noi perviene,
e rivela agli incerti ancora
di una fede che non cede
la prova e la dimora.

Qualcuno per cui fu sudata,
vestito con cura
del triangolare potere,
l'anima sua, dopo un trapasso breve,
vide tornare sveglia,
tornare a chi gli offrì
dal cielo veglia.

Splendente piramide altèra,
serva ai Superni, ai mortali severa,
guardi per sempre agli dei
celesti, di cui tu sei
un'immensa lacrima,
offertasi come un miraggio
su di una terra di assetati.

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Ho messo in gioco la fede, mi piace il deserto, mi piace il mondo teocentrico dell'Egitto antico, e la loro grande illusione, simile ad un miraggio. Questo il risultato. Grazie Alessandro.
Ciao
Dario

il 07/01/2002 alle 12:59

Grazie Alberto
Dario

il 07/01/2002 alle 13:00

Buona cura per la versificazione e apprendistato Montaliano.

il 13/01/2002 alle 15:47

Grazie Antonio, ho letto qualche tua poesia e la trovo di un'altra categoria rispetto a ciò che posso scrivere per ora. Il talento ha un profumo che si riconosce lontano mille miglia. Non credere che i poeti più attivi siano i più bravi. Io ad esempio sono agli inizi.
Grazie
P.S. Alla versificazione tengo abbastanza, meno a Montale, anche se le mie poesie sono aride come Ossi di Seppia. Ciao

il 16/01/2002 alle 01:31