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Pubblicata il 30/12/2001

Di fronte a si tanti versi, il poeta che ahimè soffre il suo pensiero, vorrebbe carpir gli occhi della mente di chi legge per sentirsi vivo nel lamento di vivere la vita contro il tempo.


Tu, che i tuoi occhi
agili e veloci
fai correr tra le righe

uno sguardo dando
e talor leggendo

fermati a guardar
c’ho scritto:
anch’io esisto!

Parlo un po’ d’amor
e un po’ d’affetto
del verde e dell’azzurro
di gocce dalle gote
e sguardi tristi

…delle cose della vita parlo

Ma, al vero
son futili motivi
che scostano la mente, lì
ove s’annida il tarlo

di quell’impronta mia
a riva, sulla sabbia
invano impressa

Quell’orma della vita
che l’onda del tempo
sempre cancella

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