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Pubblicata il 22/11/2003
La notte conduce aria pulita
mentre guardo fuori di me
accettando l'ipotesi remota
di una vita supplementare

L'ombra è un vantaggio in più
questa sera è di te che parlo
del tuo nutrirti d'antico sorriso
mentre neghi di essere risorta

Il doposera è malinconico vedi
sapendo le distanze impercorribili
quel filo di strade e di binari notturni
che s'intrecciano all'orizzonte

Nascerei di nuovo per ricominciare
dopotutto sono il servo del tempo
non ho lume che mi accompagni
e tremo davanti ad un sospiro

Penso così e dalla finestra di fronte
il notturno dilapidare di sentimenti
m'attraversa come punta di lancia
è il rumore del vuoto, la perdizione

Anche le tende ondeggiano e vanno
inseguendo il balletto degli insulti
staranno rincorrendo le amarezze
l'odio stratificato, la robusta ora

E' un precipitare di dolore e buio
quando m'appendo al davanzale
e grido quasi non fossi più io
"per dio il giorno è all'orizzonte"

Ma la notte prosegue indenne
è la notte eterna, senza pertugi
stenteranno a riconoscersi domani
come rivali, o come pretendenti
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