Sabbia di argilla inganna
il mio passo, sicuro
avanzo su rocce di cristallo
il passo cede, è troppo tardi
e lingue di vuoto si srotolano
e circondano e assaporano
la preda –vipere affamate-
e mi prendono, in preda al panico profondo
trascinano il piede verso l’oblìo.
Ma a un tratto, sconosciuta
mi abbraccia, una forza
nel geometrico caos informe
di passioni mortali
una mano mi solleva e
un fluido di vita scorre in me e
il passo mio rialza, sperduto.
Sebbene la lotta, talvolta
schianta i lottatori
la vipera infonde la morte
e scosse d’Aldilà, paura,
vertigine, angoscia, terrore
di cadere ancora…