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Pubblicata il 11/11/2003
La fenomenologia del pogo
non è che il rogo
di ogni remora:
disintegra l'ancora
l'approdo a cui si strascica,
balbe parole biascica

Se la luna mi ha parlato
se l'ombra mi ha indagato
se l'ombra ha disegnato
se il nulla mi ha rivoltato
come un calzino
come una pelle di lucertola
se ancora spasimerei
per un significato

Guarda la panza
dello zio metallaro
di sudori e lardi umida
nel ruggito

Oh se Timmy ha comprata la chitarra
avrei dovuto davvero imparare il tamburo
perché in fondo mettersi una sbarra
davanti al proprio futuro,

una rockstar si veste con le pelli di canguro.
Ascolta l'organetto d'Abruzzo, perché
nessun augello ha ugola simile
e per quanto adori l'elettrico scibile
insomma ci siamo capiti

se tanto davvero vorremo essere scipiti

e nel pogo la massa si consuma, ma
detona lo zio metallaro


Ascolta, ascolta, odi liquefarsi nella sera
l'organetto d'Abruzzo, che commuoverebbe
persino un truzzo.
La tua musica è affilata come
un incubo d'avorio dolce

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