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Pubblicata il 09/10/2003

Intensa fu la luce

che precedette l'ultimo atto

e nessuna clementia ebbe l'onda

ad oscurare il cielo

inghiottendo nelle sue viscere

giustizia ed ingiustizia

in un sol colpo.

Per anni la montagna

continuò ad echeggiare le sue ferite.

Ancora attende il dovuto rispetto

del suo immortale silenzio.


OLIMPIA


Vajont 09 ottobre 1963 h.22,39



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Doverosa la mia visita visto l'argomento trattato anche da me un'ora dopo la tua.
Il mio è un lamento, la tua è una vera e toccante poesia.
Un abbraccio, Cesare

il 09/10/2003 alle 21:19

Questa poesia è un tangibile segno di rispetto alla memoria di tante vittime innocenti di una tragedia forse evitabile

il 10/10/2003 alle 12:34