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Pubblicata il 05/10/2003
Spente l'azzurre speranze
leviamo a quel cielo
scarlatti bicchieri
di sangue

e in pizzi e merletti
lodi tessiamo
alla vita

bastarda
sincera
testarda e
meschina

tra dolce e
salato,
il pianto e il
tripudio

ti lodo e t'imploro,
esalto e bestemmio
nel breve infinito
tra gioia e dolore....

Fuggo.

Nascosto nel freddo
d'un grembo nemico
fra monti e spelonche

sepolte dal tempo
petal di rosa
spazzato dal vento.

Vittoria.

Trangugio avido
sangue
e levo le braccia
a quel cielo!
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