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Pubblicata il 19/09/2003
... Alessandro il Grande ...



Correva l'anno 330 a.C.

Aveva uno sguardo
di liquida dolcezza,
la sua pelle emanava
profumo intenso.

Grande condottiero
dalla carnagione bianca,
non era nato da un essere umano,
non era figlio di Filippo di Macedonia
ma del dio Ammone.

Talestri...
fu presa da un sentimento
di ammirazione,
scrutava l'ovale perfetto
del suo giovane volto,
i suoi occhi pensosi
la testa teneramente inclinata
a guardare il cielo,
incuteva uno strano timore
alla regina,
aleggiavano in lui mille pensieri
discordanti.

Alessandro
possedeva mille anime,
in lui vivevano
ogni giorno
e ogni notte
i gesti e le azioni
di Achille e Ciro,
e i sentimenti di Dionisio ed Ercole.

Ne fu attratta
in modo irresistibile,
gli si donò
incondizionalmente
per tredici giorni
di passione.

Condottiero
di cento eserciti
signore di popoli
trascinatori di nazioni,
osservava con timidezza e piacere
il piccolo drappello di donne,
guerriere dall'armatura d'argento,
che scortavano
l'alta regina
Talestri.

Percepiva una diretta
potenza femminile,
i loro corpi e le loro gesta
davano un piacere
sino a solleticare
lacrime segrete...

Improvvisamente
apparve ad Alessandro
l'immagine della madre Olimpia,
bellezza folgorante,
che si pettinava
riflessa in uno specchio d'acqua
colorato da verde boschivo.

Immaginava,
il dio, suo padre che
l'aveva posseduta come una ninfa
sotto i raggi del sole,
nella sua libera giovinezza.
Un canto di natura:
terra, zolle, erba
acqua, tutta la creazione
aveva assistito
all'amplesso rosso tramonto,
da cui era nato, lui...

Spiava le gesta
della regina...
si sentiva piccolo,
insignificante,
vulnerabile.
Ella si tolse il cimiero
d'impeto,
poichè tutto in lei
era impetuoso,
e una cascata
di capelli rossi
ruscellò
sulle sue spalle imponenti.

Alessandro
vide in lei
la natura,
il mistero della nascita,
il nascere del crepuscolo...

Disse sì...
a quegli occhi stupendi a
quelle labbra di amazzone,
affondò in Talestri e
dormì poi
in un sonno tranquillo.

Lei gli aveva chiesto un figlio...
lui le avrebbe dato un '' dio ''.

E nel calar del sole,
una luna timida
si nascose dietro un cielo amaranto.
Il silenzio fu scolpito
da un tremito di flauti...



Ad uno sguardo di liquida dolcezza ad Alessandro * Axel *



Alexia










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Carissima, ammaliato dal tuo omaggio al mio egregio omonimo, personaggio che ho sempre amato, a partire dal nome che vuol dire "difensore degli uomini" e di cui ne sento forte la carica e valenza, mi sono commosso a vedere che questa stupenda composizione è dedicata a me...
non so come ringraziarti... al momento posso darti un virtuale abbraccio e un bacio...
Grazie e complimenti, sei stata carissima e bravissima...
Devo dire che ultimamente ho perso lo stimolo sia della frequentazione che dell'ispirazione...
spero che il tuo contributo riesca a risollevarmi...
Alessandro

il 19/09/2003 alle 19:22

molto ben costruita,e dici che sono io quello che scrive bene?Questa tua e` eccezionale, anche se spesso si perde nella retorica ed in giri di parole che la rendono troppo ridondante,non so` come spiegarmi,ma forse mi basta dire chje in alcuni tratti potevi essere piu` sintetica,anche se forse questa e` stata una tua scelta imposta per enfatizzare ancor di piu` l`eroe....Io ti voto con un 5,e saluto la grande persona a cui e` dedicata,sperando che torni presto..a presto...D

il 19/09/2003 alle 19:46

Bellissimo omaggio alla classicità, ad un condottiero che nelle tue parole sembra rivivere
in tutto lo splendore della sua potenza. Ciao :)
Carmen

il 20/09/2003 alle 13:53