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Pubblicata il 12/09/2003
@--,--- NATERO @--,---

Correvi libera nella foresta
stringevi in mano
un grosso cucchiaio
simbolo di una minestra
immaginaria.

Eri orgogliosa
del tuo sposo Kolaholi
'' ricco ''
lo chiamavi
nascondendoti cerbiatta,
nella fresca capanna...

Donna surma d'Etiopia
camminavi nella Valle dell'Omo
tra capre e pastori paleonogriti...
mangiando pane non lievitato.

E quando ti dissero
sei donna, puoi sposarti,
orgogliosa
accettasti la segregazione...

Donne vecchie
al villaggio deformarono
spaventosamente
il tuo labbro
introducendo un piattello
di terracotta...
al solo scopo di essere
'' bella '' per il tuo sposo.

E tutti cantavano:
'' nostra madre, nostra mela, nostro frutto ''
il frutto di quale
sacrificio...
piangevi
commossa
barattata con 75 capi di bestiame...
e il tuo sposo
sorrideva.

Preparavi il tuo
corpo ignudo
colorandolo con stelline
in caolino bianco...
mille perline di fiume...
sul tuo seno sodo,
e ti offrivi a
lui
per quella notte d'amore,
con il sole
ancora alto
nel cielo d'Africa.


Un grande bacio a Natero sposa d'Africa...ricordo quando uscii dalla tua capanna mi venne incontro una miriade di marmocchi con sorrisi colorati e tu mi dicesti: questo è l'unico scopo di vita di una donna surma, accarezzando il volto di un bambino.


Alexia

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...ed io mi complimento per la tua sensibilità che ha saputo cogliere l'essenza femminile di un continente dal fascino misterioso...veramente notevole ...un bacio cri

il 12/09/2003 alle 22:28

Ammiro la poesia che sapientemente dipinge un angolo di questa Terra ai più sconosciuto; ed ammiro te che, verosimilmente, hai potuto vivere un'esperienza in quei luoghi e con quelle popolazioni.
Un caro saluto
Gaetano

il 12/09/2003 alle 22:39