PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 11/09/2003
Come Giobbe
L’infame piagnone biblico
Ho visto il mio corpo squartato
La mia anima essiccata e rabbuiata:
Sono stato estirpato della gioia di esistere,
D’essere sfiorato da un raggio di luce.
Lacrime strappate
Che cadono da sole
Ormai senza un perché:
Volto opaco e triste
Labbra serrate e cucite
Con aghi di silenzio e filo di dolore.
Raggomitolato,
Ascolto le mie urla.
Ho solo voglia
Di bere
A litri
Succo di giustizia freddo
Distillato di piacevole vendetta!
E voglio farne cocktail
Col sangue
Fresco e caldo
Di chi mi ha fatto del male
Puro;
Raccoglierlo
In coppa preziosa
Sacrilego Graal
Mentre sgorga
Copioso
Da cuori e teste recise:
Le loro…!
Tanto
Il mio boia
È Dio.
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Caro MEMO ...ho pianto sulla tua poesia....ho pianto sulla mostruosita di queste guerre che urlano vendetta al cospetto di "DIO".. ho pianto perchè a distanza di 2 anni, ancora mi porto addosso l'angoscia e la disperazione nell'assistere impotente a quella immane tragedia delle 2 torri...
piango per quelle vittime e per tutte le altre vittime che queste guerre, giornalmente ,cancella alla vita.
Quando capiranno questi "capoccioni" che nessuno ama la guerra perchè regala solo dolore e disperazione....
Mi unisco alla tua "Urla di vendetta"e mi stringo a te in un solidale abbraccio .....GABRIELA.

il 11/09/2003 alle 07:49

Nonostante tutto, non ti ci so vedere nei panni del giustiziere ;-) !
Tuttavia so bene che talvolta si possa esser presi dalla smania della vendetta: qualche giorno fa, pensando ai miei datori di lavoro, ne ho scritta una dal titolo "Voglio vederti morire"; ma mi vergogno di pubblicarla.
Un salutone
Gaetano
PS: Ottimi i tuoi Haiku, more solito, che non ho fatto in tempo a commentare.

il 11/09/2003 alle 07:52

Le parole di Gaetano sono indicative di ciò che il comune senso della morale ci impone. In generale ci vergognamo dei nostri bassi ('bassi' Il linguaggio come vedi già ci incanala in quest'ottica moralistica) istinti, parte imprescindibile del nostro animo. In definitiva ci vergognamo di noi stessi. Eppure la vendetta ci procura piacere per quanto continuiamo a ripeterci che non è cosi. La tua lirica mi pare metta in luce alcuni degli aspetti precipui del tuo stato d'animo. Quel desiderio di gridare, di ribellione ad una condizione di disagio sono in qualche modo contenuti da una campana d'atarassia. La voglia di vendetta, il desiderio disoddisfazione dei propri 'crediti emotivi' qui si fa però dirompente e spero in parte lenitiva. Molto bella, Ernesto.
Un abbraccio
Andrea

il 11/09/2003 alle 09:21

Questa è una bella poesia che porta alla catarsi, pulizia finale....e tu Ti osservi, osservi l'atto finale...
tanto sai che il boia non sei TU...o Tu sei! :-))
balla bella assai!!
a presto!!
ac

il 11/09/2003 alle 11:00

Cara gabriela, mi dispiac deluderti.
Io sono favorevole alla guerra.
E questa poesia non è per la guerra e i signori della guerra.
No.
E' per le persone che mi circondano, che dicono di amarmi e/o di volermi bene, di essermi amiche, eccetgera.
Tra coloro cui aspiro a veder morire vi è anche qualcuno di questo sito. E lui lo sa benissimo.
No.
E' dedicata a me che mi sono stancato di piagnistei pacifisti e beoti, di pseudo e ipocrite idee come quella falsa del perdono (che in natura non esiste) o della pace a tutti i costi.
No.
Voglio la giustizia divina che si appella, da sempre, vendetta.
Cattivo? Perverso? Satanico?
Si.
Un caro abbraccio e mi spiace che l'abbia mal interpretata.
Ma non so se questa mia spiegazione di faccia stare meglio o peggio...
Er

il 11/09/2003 alle 12:59

E chi te lo dice, caro Gaetano?
Quo usque, tandem, abutere....
La mia "patientia" è finita!
Ora sembra arrivato il momento di svoltare pagina e pensare e agure in positivo.
Veder morti i prorpi nemici!
E' bellissimo anche il solo immaginarlo!
Il male fatto deve ritornare a chi lo ha compiuto.
E' la stessa legge del bene; solo capovolta.
Anche perchè, caro amico, noi non sappiamo cosa sia il bene o il male.
Per me il bene è gridare al cielo una vendetta senza confini contro coloro che mi hano fatto del male.
E se io ne avessi fatto?
Ben venga, allora, anche contro di me, la Giustizia Divina e... non ne parliamo più!
Grazie del commento e un caro abbraccio
Er

il 11/09/2003 alle 13:03

Terribile, la tua poesia, che emana forte il colore del sangue dell'innocente e della vendetta desiderata, le immagini sono molto forti e colpiscono.
Un abbraccio
Axel

il 11/09/2003 alle 14:38

Cara Cesca... il mio Dio non è il Tuo! Per me me non è infinita bontà.
Il perdono (non mi leggi da molto, forse) è una categoria mentale che non mi appartiene. Non esiste in natura e non esisterà mai se non come attuazione di un potere che non mi sembra titpico e connaturato alla natura umana.
Non ho bisogno di un abbraccio solidale ma, se mai, molto sensuale e femminile...
Posto che una donna sia capace di uno slancio puro e gentile...
Poesia dura, lo so. Ma, come si suol dire, ogni tanto ci vuole un sano intervento purificatore dall'alto.
Solo che, non essndo un "mercante" non arriva di sabato...Ma sarà meglio tardi. che mai. Non pensi?
Un caro saluto
Er

il 12/09/2003 alle 06:56

Cara Pippi! Non è un basso istinto: è la primordiale voglia di un animo sconfitto da altri che non si vuole arrendere perchè "sa" di essere nel giusto. E' la teoria dell'innocente che si appella al suo Dio perchè intervenga in suo aiuto.
E', anzi, un doilce affidarsi a un Volere Supremo!
Grazie di tutto e un mega bacio
Er

il 12/09/2003 alle 06:58

Infatti! Cara ac, come ben sappiamo è un affidarsi a un Volere Supremo, alla Volontà di Chi (o Cosa...) tutto voglia e possa!
E' nella sana ottica di accettare la realtà per quel che è e, quindi, avendo sofferto molto, abbastanza, troppo, tanto, ci si arrenda a un così strano Destino, Fato e si chieda un "sano intervento purificatore" sempre da parte di un'Autorità superiore.
Infatti qui io non voglio farmi giustizia da me, da solo...Anzi!
La mano di Dio cade (cadrà) inesorabilmente come mannaia su coloro che hanno fatto del male puro e proditorio. Ed io sarò solo un semplice spettatore che si godrà la festa...
Un bacione e un grazie
Er

il 12/09/2003 alle 07:03

Ti ringrazio per avermi letto e commentato in modo sintetico ma efficace. Mi riporto... agli altrui commenti chiarificatori ma non catartici (per me, almeno...).
A ben risentirci!
N.

il 12/09/2003 alle 07:05

Grazie Axel sopratutto per aver individuato il valore dell'innocente (in me...) e della Giustizia che cade dall'alto senza un intervento diretto della stessa vittima!
E' così e noi lo sappiamo bene...
Ho problemi dio collegamento e, quindi, scrivo e commento chi mi commenta sperando di contraccambiare il più presto possibile (TELECOM ITALIA... permettendo!)
Un caro abbraccio
Er

il 12/09/2003 alle 07:07

...ma anche bello,profondo e sincero è stato il tuo commento e ti ringrazio.
Anche nella attesa cinese c'è un affidarsi a una giustizia divina; infatti il cadavere del nemico passerà senza averlo neanche sfiorato.
Un bacio
Er

il 13/09/2003 alle 18:03