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Pubblicata il 01/09/2003
La spada come serpente
cambiava la propria pelle
sinuosa ed insoddisfatta
lacerava carne sfatta.

Gli occhi guerrieri
di un paladino insofferente
che lambiva il suo spirito
e lo colorava con parole morte.

Balla satiro ed invoca il tuo dio
e nella completa perdizione
lasciati trasportare
nella tua terra promessa.

Tieni alto il calice
tieni alto il tuo cuore
apri gli occhi
ed assapora la tua gloria.

Pazzo come la realtà
vuoto come il passato
fantasioso come il futuro.
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Molto profonda e toccante questa poesia, mi è piaciuto il modo in cui hai associato queste visioni tra di loro... bravo/a!

Rob

il 02/09/2003 alle 00:53