Chiara è d’improvviso
La sua ombra,
il malvagio aspetto
ostenta.
I mugolii del vento
lei consuma
e nel suo corpo
tutto si riesuma.
Lei piange
i vedovanza procurata,
lei ride e trae la lingua
ad altrui abbagli.
Sfida il coraggio,
sfida il bel linguaggio,
sfida la prestanza
e non avanza per nessuno
il suo incedere violento;
la fosca madre
che di noi ha sperato
il maligno supplizio ,
ci ha originato
ed ora attende
la mercede.
Di lotta in lotta
ci conduce
presso i fardelli
delle sue iniquità;
soggiaceremo noi
ai gravi carichi
e subiremo
le graffianti ruvidezze.
Un illimitato incubo
ci condurrà
fino all’epilogo;
procederà
calcando
le nostre esistenze,
facendo squassare
ai generati
l’avvenire.