PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 21/08/2003
Favole della sera,
gettate parole
odorose di nettare,
inebrianti come ghirlande,
il capo sul cuscino,
le labbra all'orecchio tese,
liquide avidità,
mescolanze fantastiche.
Favole del gioire,
fisse come spore
senza che un fil si sciolga,
legate a questa Terra,
che muove e smuove
il battito dei nostri corpi.
Favole finchè vivi,
raccontale finchè vivi,
ascoltale finchè vivi.
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un rikiamo alla fantasia per poter sopravvivere o solo voglia di sogni?!
mi sembra un grido lontano di salvezza...da una realtà un po' troppo presente!
baci

il 22/08/2003 alle 00:50

Mi capita spesso di essere felice quando racconto favolette a dei bambini,sono ingenuamente soddisfatta come loro di quelle frasi fantasiose di quelle descrizioni chimeriche.In quei momenti mi sento fanciulla narratrice forse più di coloro che mi ascoltano.
Un bacione
Valentina

il 22/08/2003 alle 08:26

Sono bambina anche io,di favole maestra.
Per me è lo specchio del reale ciò che è dolce raccontare;non narrerei mai dei mali di questa terra,spetterebbe a chi ne è cagione farlo.
C'è bisogno di sperare iniziando dal piccolo dei nostri mondi fantastici,dei nostri inchini alle atmosfere prive di contorni e volatili come nebbie.
Un bacio
Valentina

il 22/08/2003 alle 08:29
Jul

Le ho quasi lette tutte le tue poesie, sei una confusionaria, ma non fraintendermi, scelgo questa perchè è dolce e scorrevole come una ninna.
Ciao,
Jul

il 25/08/2003 alle 15:36

Infatti sono la confusione personificata,forse perchè avendo solo 23 anni ho già vissuto tante esperienze anche piuttosto difficili.
Nonostante le batoste sono piuttosto emotiva e tenace,forse questo è facilmente deducibile.
Grazie della tua attenzione
Vale

il 25/08/2003 alle 15:46