In fronte all'albero
dove ti baciai
quasi lo stesso sole,
il medesimo cielo,
solo un po' più caldo appena.
Io ora nel ricordo
decido di scrivere dell'amore universale:
"Silente a tratti sorridevi
bevevi adagio e
mi parlavi, lentamente mi parlavi,
tremante, sembravi non avere pensieri
ma di certo da questi
nasceva la tua grave stupenda
timidità
perchè, io so, ai miei assurdi e veri
essi si univano...
in quegli attimi eri la mia vita
(e non lo sapevi)..."
Sei il ricordo
adesso
di una giornata
inscritta nel tempo
trascorso in fretta, troppo in fretta.
La stessa fretta
che mi assale e mi divora e
che vivendo
mi invita a morire.