Questo è il mio passato,
i più grandi dolori me li han dati gli amici.
La mia infanzia è stata
vivere da spaventapasseri,
facendo fuggire ogni creatura
al cospetto della mia immagine.
Guardavo affascinato i miei coetanei,
mentre correvano sui prati,
ridevano e cantavano,
inseguivano farfalle.
Con il candore dei fanciulli,
ridevano di me, mostravano la lingua,
perché ripugnante e ridicolo.
Non avvicinarti, puzzolente mostro!!
Piangevo, ignaro del perché!!
Senza darmi una ragione,
nella mia anima innocente.
Sconsolato e afflitto,
camminavo sul sentiero,
per incontrare compagni veri...
la montagna e Dio,
dove nessuno mi toccava.
Stanco mi sdraiavo, lieto e leggero,
e guardavo il cielo,
abbracciavo il sole che mi rispondeva
con un raggio,
come una carezza lieve sul mio viso,
sono anche oggi bambino così.
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