Sei forse un re tu che domini
le vastità Mondo,
tu che sommergi
le mie terre nel tuo potere
tu che hai un cuore ma volto
sottoterra.
Sei forse un principe, circondato
dalla possanza del tuo impero
che ammutolisti il procreatore,
che debellasti le resistenze
del tuo popolo e divenisti eterno
nell’immortalità dei tuoi atti.
Sei forse un uomo che percorri
le strade giornalmente,
a cavallo di un destriero traballante,
gravato dall’ardimento
di battaglie in cui ti scortò.
Sei forse un essere inibito;
un fallo non porgesti
ne mancanza alcuna
a chi ti conobbe,
ma strettamente in un mistero
sei confinato.
La tua dimora è la mia mente,
laddove il tuo regno è tra i desideri,
procacciati pur di non perire invano,
nelle insignificanti battaglie
di una vita.