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Pubblicata il 09/07/2003
Sei forse un re tu che domini

le vastità Mondo,

tu che sommergi

le mie terre nel tuo potere

tu che hai un cuore ma volto

sottoterra.

Sei forse un principe, circondato

dalla possanza del tuo impero

che ammutolisti il procreatore,

che debellasti le resistenze

del tuo popolo e divenisti eterno

nell’immortalità dei tuoi atti.

Sei forse un uomo che percorri

le strade giornalmente,

a cavallo di un destriero traballante,

gravato dall’ardimento

di battaglie in cui ti scortò.

Sei forse un essere inibito;

un fallo non porgesti

ne mancanza alcuna

a chi ti conobbe,

ma strettamente in un mistero

sei confinato.

La tua dimora è la mia mente,

laddove il tuo regno è tra i desideri,

procacciati pur di non perire invano,

nelle insignificanti battaglie

di una vita.

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