PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 04/07/2003
L'oscurità entra
tra i vetri spezzati
di una finestra, lassù
nella soffitta
alla ricerca di oggetti mancati
seppelliti o forse solo sopiti
e sogni inventati
di un gioioso tempo
in cui l'assoluto era mio.
Un soffio
una nuvola avvolge me
e le cose dimenticate
dal crepuscolo della vita.
Non mi vedo più
nello specchio
abbandonato da tempo
e così appoggiato al muro
per nascondere l'ultima immagine riflessa.

Dove sei
fanciulla dalle rosse labbra
e gli occhi color del mare?

Sono una creatura
levigata
scolpita su una roccia
solchi segnano il mio viso
e braccia lunghe
come tentacoli
mi avvolgono
e schiacciano ogni mio volere.
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belle queste tue parole anche se caricjhe di tristezza UN GROSSO abbraccio ester

il 04/07/2003 alle 12:11

Grazie per il commento cara Ester! La soffitta diventa la metafora della vita che raccoglie in se' tante esperienze e un bel giorno quando ti guardi dentro, nella tua "soffitta" di ricordi, ti accorgi come sei cambiata e non ti riconosci più.... non volevo invitare alla tristezza ma alla riflessione. Un bacione. MR

il 04/07/2003 alle 18:20

Una poesia molto sofferta, ma davvero molto bella, scavata dentro le sensazioni più intime del tuo animo. Un carissimo saluto.
Michele

il 04/07/2003 alle 18:34

Lo scavo interiore è davvero un lavoro duro... ma solo così appari senza veli... Ricambio il saluto carissimo.MR

il 05/07/2003 alle 08:49

Ho apprezzato molto il tuo lunghissimo commento e condivido pienamente!!! E' inutile nascondersi dietro false ipocrisie. Grazie per aver compreso il mio messaggio. Un caro saluto. MR

il 07/07/2003 alle 15:52