PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 03/07/2003
Le emozioni le senti finché puoi,
le provi fino alla goccia sudata all’ultimo
prima di perderne l’odore
e la sensazione sulla pelle.
Non ci si chiede mai fino a che punto
si abbia ragione nello scovare passo
passo un’immagine prima remota
e poi prossima, al tocco,al viso,
al corpo,non si è consci di quanto infondo
si rischi pur di assaggiarla a malapena
quella pienezza,quella soddisfazione.
Come quando afferri un cero che diffonde luce,
ti conduce nel nulla che non vedi,
eppur qualcosa c’è e tenti di vederlo,
da qualche parte deve esserci
qualcosa da inseguire,
l’aria che respiri deve pur battere
contro qualcosa.
E mentre la tua ricerca insistente
ti allontana da tutto nell’inesplorato,
il cero scaldato,quasi rovente
liquefa sulle tue dita,
il tuo palmo cede
e tu lasci cadere
la fiamma che t’ha condotto fin lì ,
fin dove il nulla era incerto
e ora neppure illuminato.
Non t’è facile proseguire,quasi impossibile.
Come una parete ai tuoi occhi e dietro,
il vuoto scuote i tuoi passi trascorsi.
Quanto hai vissuto fin li te lo scordi,
ne ricordi come ci sei arrivato;
nei fatti,quelli reali,
non puoi andare oltre e ne girarti.
Ecco ciò hai provato,scovato,esplorato,
nel caliginoso passaggio del tuo viaggio.
Si prova allora e per una volta sola sembra che quello sia tutto quel che conta percepire,
ma di certo non è il solo mistero,
ben altri esistono e sopravvivranno.

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