Ricomporre l’esistenza a parole e rumore
Modulando arbitrariamente sbavature,
Sordida intrusione, limando errore e cuore
Fermando i ricordi che nel tempo diventano altro
Un puzzle abbozzato ingannevole e scaltro
Dalle forzose giunture , dalle innaturali tinte
Dalle finte cortesie del tempo, dalle sconfitte vinte
Compiacenza e deriva, ostentazione e rancore
E abbassare il desolato ciglio all’inutile chiarore
Di convinzioni risapute vane
Di intonaci e stucchi,
Arabeschi e trucchi
Nella foschia che il nostro ieri rimane