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Pubblicata il 30/06/2003
Sono sveglio
Ma pretendo di non esserlo

Disteso sul letto
Il quale si è giunto
Al mio corpo assopito
Fondendosi ora
In forma armoniosa

Un rettangolo rosso
Dal quale
Guardo il mondo girare
Mentre io
Fermo
Ne sono lo spettatore

Vedo nuvole candide
Rincorrersi nel cielo

Vedo formiche laboriose
Intente
Alle nove di mattino
A girar per la città
Schiave di una troppo matura routine

Vedo mettersi in moto la vita
Come si fa con un automobile

Indifferente agli impulsi esterni
Non ho forza ne volontà per muovermi
Per pensare
Per vivere

Carico i polmoni di aria viziata
E rilassante
Incosciente del tempo
E dei doveri sociali
Mentre
Incantato da un ticchettio
Che rimbomba
Emergo all'infuori
Di me stesso

Stupefatto mi accorgo
Che ormai
Fuori è tutto buio
E addormentato
A quel punto
Mi alzo in piedi

Urlo
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Ci sono degli spunti interessanti ... Kafkiani direi ... nel complesso mi è piaciuto questo tuo incubo ...
Complimenti!!!
Cristiana

il 30/06/2003 alle 11:35

Grazie x il tuo commento e x i tuoi complimenti
Baci
Aragorn

il 30/06/2003 alle 14:45