Alzo il braccio e scopro il fianco
dal lato che brandisci la tua spada
e pur di guardar negli occhi
non mi importa dove affondi
e quanto male mi farà
ho bisogno di cercare
un cedimento nei tuoi occhi
invece quel che vedo uccide
e guardo, come un bimbo
il viso di sua madre
continuando in trepidante attesa
ad anelare una carezza
e mi stupisco ancora di sorprendermi
del male che mi fà
la tua strafottenza cieca
e l'ineluttabilità
Pazzesco e sordo
come dentro l'acqua
l'urlo del mio cuore
perchè non sono io quello che muore
perchè la strafottenza cieca
contro il volto di una madre
e quell'ineluttabilità
sono le mie qualità
sono quello con la spada
grondante del tuo sangue
che uccide per amore
immeritevole d'amore.
lascierò cadere questa spada
che mi lasci libere le mani
per potere accarezzarti gli occhi
tu che parli di innocenza e di stupore
ma prima o dopo so che quella spada
io raccoglierò col sangue agli occhi
e col sangue agli occhi ti guarderò
lasciando vincere superbia e orgoglio
e non sarò degno del mio nome
perchè non sarò io quello che muore
e non sarò degno del tuo nome
per l'illusione di un amore che non muore.
e con la mia disattenzione
e col mio modo di guardare mai chiaro
quello che dovrebbe essere il contesto
l'unico è il suicidio per questo.
fabio savini 04/06/03