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Pubblicata il 24/06/2003
Ora sei lacrima, schianto, sei rabbia
Muto urlo gridato, gesto stanco
Fondale limaccioso, torbido tempo
Vetro infranto, polvere, flebile canto
Miraggio fatato, incidente
Rotto gioco di sabbia
Foglia caduta nella corrente

Sei quello che non è stato
E che rubato nel tempo, è stato

Passo morbido nel mio sangue
Carezza di fuoco
Breve intenso fervore
Fiamma estasi fragore
Di onda, di freddo sale, di sole

Fiore che lotta
Tra intrecci confusi
Di legno e corteccia
E profuma quel niente
Che colma, che è mare di sensi

Rapace che fermo maestoso
Da un cielo d’amianto, che guarda
E nido, e ritorno fatato
Cotone di piume di fieno di fango

Dedalo che la mente azzarda
Corpo odore vapore
Repentino cambio di vento
E tramonto e tempesta
Lenimento e dolore

Parola che resti impigliata
Tenuta, legata,
Tra coraggio e vergogna
Non restare da me
Perché forse vuol dire tradire
Perché là devi andare
Seguire un cammino
Irrisorio destino
Brillare un momento,
Esitare confusa, ribelle,
Per un tempo, che finisce nel dirlo
E sparire leggera
Come vento nel vento.

Montecristo
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...amestista in volte di speranza,
la preziosità del tuo essere è immagine
di vita per chi vuol viverti,
nella speranza del domani
il suo volto a far da scettro
per il signore del destino....

complimenti,forti immagini,forse un po' piatta,nel senso che è come un grosso dipinto,ma senza sfumature....
cmq piaciuta....a presto...D

il 24/06/2003 alle 14:07

Grazie,
a volte troppe sfumature annebbiano,
il quadro è duro, senza cedimenti cromatici, era quello che volevo.

Ciao
Montecristo

il 24/06/2003 alle 14:25

Ti ringrazio Alessandra,
durezza e malinconia sono il lato oscuro
e davvero esistono
ma mi hai rubato un sorriso

Ciao
Montecristo

il 24/06/2003 alle 15:02