Solo un schermo svuotato
Da quel che è stato, finito, passato.
Era solo un momento
Quell’ istante incosciente
Quell’ultimo sprazzo di luce
Il terrore del niente
Un rewind , un ritorno, una voce
Un’attesa infinita
E tremendo il presente
Quell’ultimo pezzo di vita
Che pulsa, che lotta e s’arrende
Che sente.
E basta più nulla
Al ripetere i gesti
D’automa , inutile dramma,
Comparsa , battuta,
Di una inutile storia.
Al rumore dei passi
Sui sassi,
Di notte, di pioggia, di fretta insensata.
E basta più nulla
Al ridicolo rincorrere
L’onda che torna
E confondere i sogni mancati
A fantasmi , a conchiglie spezzate.
A paragrafi e brani
A capitoli monchi
Dai finali sbagliati, scontati.
E basta più nulla
Alle rotte speranze
Alle nuvole vaghe
Ai sorrisi rubati
Ai pianti alle danze
Al rumore delle inutili attese
Al ritorno da ogni viaggio deluso
A certezze, incertezze , scommesse e pretese
E basta più nulla
Che non è più il momento
E basta parola
Solo poco vuoto tempo lento
Solo il debole vento
Di un fuoco nell’aria
Un corpo gettato
Uno sguardo, sgomento
E là in terra la terra
Spaccata dal sole
E la mano che stringe qualcosa
Una macchina strana, una falce, una rosa.