nell'anfiteatro muto dell’anima esagitata, nel sibilo
denso senza meta,
ove la stizza si veste di gocce
tinte di tenebre incantate,
e la speranza, fragile fenice, si cela,
una malia giace d’aroma floreale,
sublime spiraglio nell'anima mia.
fiorite sono le corolle d’un mistero
dalla voce antica che,
ogni qualvolta,
rinasce in memorie sussurrate
dai venti della sera,
che si meraviglia
in ogni petalo sospeso fra luce
e ombra, uno spartito dal ritmo sordo.
È voce silente che l’anima afflitta consola, ammonisce, rigenera.
le fragranze si dipanano
in velluti d’aria sul volto in apnea,
sospese come incantesimi di purezza e dolore sul fecondo manto verde,
trasmutando lacrime
in dolci fiumi d'oro
e caterve sottili di emozioni,
ferite in gemme di celestiale fulgore.
oh, mio riso segreto!
germoglio d’eterna magia,
ch’è balsamo e rugiada pretta
nel lamento della desolazione,
che, sull’orlo dell’abisso,
infonde ardente vita,
trasformando il pianto
in melodia di luce che brilla al cielo.
così, nell’eterea danza di fragili petali,
l’ombra si dissolve,
e il cuore s’alza
al volo dell'amore,
sospinto dal soffio ineffabile
d’una magia che abbaglia,
d’aroma floreale,
eterno e mesto baluardo.
laura Lapietra ©