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Pubblicata il 30/10/2026
E arrivò la fine…
seduti, annoiati ci guardavamo
e nulla era più doloroso
del ricordo feroce di come
ci eravamo amati…
coccolati con parole rassicuranti…
presi nella carne, nelle ossa, nello spirito…

abbiamo valicato i confini stessi del nostro io
fusi in un’unica entità tra cielo e terra
abbiamo contato i giorni fino all’Apocalisse
quando la terra si crepò, il mare ribollì
e il cielo divenne nero

scesero gli angeli dall’Empireo
avvolti dalla luce che abbaglia i cuori,
i demoni uscirono dalle loro tombe
spaccando il suolo e il fuoco perpetuo
si levò dall’inferno

e noi…non sapemmo fare altro
che tenerci stretti e scrollarci la noia
dalle nostre anime
le parole si spegnevano in gola…
facemmo a tempo solo a baciarci
un ultimo…ricordo feroce
di come ci eravamo amati…
coccolati con parole rassicuranti…
presi nella carne, nelle ossa, nello spirito…

fino a quando…l’Eterno non ci avvolse.
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Mi pare ottimo lo spunto iniziale, due amanti che affrontano la fine dei tempi, ma i tre puntini alla fine dei versi, e in mezzo a essi, non mi convincono. I tre puntini dovrebbero simboleggiare qualcosa di non detto, ma il linguaggio poetico vive già di non detto, perciò non mi sembra necessario aggiungerli

il 31/10/2026 alle 07:51