?C’è un altare invisibile
tra l’attesa e il buio della stanza,
dove le parole scivolano
come incenso freddo,
cercando il corpo che tieni nascosto.
mi affascina chi vive nell’ombra,
mentre la pelle cerca un contatto
che non osa chiedere.
le tue parole sono un tempio chiuso,
un voto di silenzio e desiderio.
il mio è un rito che si consuma al buio:
unisce il respiro alla carne,
trasforma il dubbio in una nota
di contrabbasso che vibra nello spazio
della scintilla e del mistero.
?Ora lascio che la notte
raccolga questo fuoco:
come un’attesa senza nome,
erotico come un nodo
che solo il silenzio sa sciogliere.