PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 09/10/2026
Uscito dall'ospedale ove mia madre non rispondeva,la metro era inutile sprecarla in letture,facce e corpi bardati denunciavano un' astenia di massa;a casa per la sera figlio e sua moglie cedettero per due tempi al cine il nipotino,4 anni,passione per gli scarabocchi multicolor,in affido al nonno.Bambino lo sono stato,ma la mamma di larghe vedute permetteva a mia cugina Clotilde chiusi in sala d'esplorare il mondo tramite casti documentari.Crebbi sano e disincantato,onorando madre padre e parenti,e a questo pupo,settimanalmente,inculcai per un paio d'anni,fino al ricovero "a scuola",l'arte del fumetto,ovvero accompagnare scarabocchi a nuvole.
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Il poeta esce dall'ospedale, dove la madre è ricoverata e non risponde. Osserva la stanchezza delle persone in metropolitana e, tornato a casa, si occupa del nipotino di quattro anni. Ricorda la propria infanzia e racconta di aver trasmesso al bambino, attraverso il disegno e il fumetto, un modo creativo di esprimersi. La malattia della madre può rappresentare la fragilità della vita e l'impotenza dell'uomo di fronte alla sofferenza e alla perdita. L'espressione «non rispondeva» non indica soltanto l'impossibilità di comunicare, ma può suggerire una distanza dolorosa tra madre e figlio. La metropolitana e l'«astenia di massa» evocano una società stanca, spersonalizzata, nella quale le persone, avvolte nei loro abiti e chiuse nel proprio silenzio, sembrano aver perso vitalità. Il nipotino e gli scarabocchi multicolori rappresentano invece la vita che continua, la creatività e la possibilità di trovare un senso anche nei momenti difficili. Ai colori e alla spontaneità del bambino si contrappongono la stanchezza e la sofferenza del mondo adulto. Il fumetto, infine, è forse il simbolo più importante. Il poeta insegna al bambino ad accompagnare gli scarabocchi con le nuvolette: in altre parole, gli insegna a dare voce alle immagini, a costruire storie e a trasformare segni apparentemente disordinati in un linguaggio. Questo gesto può rappresentare il bisogno umano di dare forma all'esperienza, di comunicare e di rendere comprensibile la realtà attraverso l'immaginazione.L'immaginazione è tutto perché è la capacità di andare oltre la realtà immediata, di dare voce a ciò che tace e significato a ciò che appare incomprensibile. Attraverso l'immaginazione, uno scarabocchio diventa una storia, un segno diventa pensiero e un'esperienza si trasforma in racconto. Forse è proprio questo il senso più profondo del brano: mentre la vita mostra il suo volto fragile e doloroso, l'uomo continua a creare, a trasmettere e a inventare. L'immaginazione non cancella la realtà, ma ci permette di abitarla senza esserne completamente prigionieri. È anche un'eredità che passa da una generazione all'altra, perché insegnare a un bambino a immaginare significa insegnargli a vedere possibilità là dove altri vedono soltanto segni confusi.Bel testo,veramente...Saluti.

il 10/10/2026 alle 16:15

Saluten Ninetta,stavolta pero' hai trascurato l'esperienza sentimental sessuale con la cugina Clotilde,spina dorsale del narrato... Saro' meno implicito nei reportage,ma mai censurabile,eh no.Zao,a presto.

il 10/10/2026 alle 16:22