Domenica. Ore 07:47. Nonostante il bisogno e il desiderio di dormire il corpo ha deciso diversamente. Già da qualche ora gli occhi si sono aperti e hanno cominciato a posarsi come api su pagine di libri per suggere parole che trasformeranno in frasi con cui nutrire un cuore ancora preda di uno stato letargico,quasi ipnotico,ancora fissato allo splendore di una Luna piena che la luce del mattino sta rendendo sempre più diafana e intangibile.
dalla finestra aperta entrano profumi di caffè e cacao,suoni di motori al minimo dei giri e di canti di uccellini e uccellacci alla ricerca di qualcosa da mettere sotto il becco prima di unirsi e cominciare il nuovo viaggio verso località più calde e meno rumorose. Nel cielo poche nuvole e un Sole non ancora maturo che prova a riscaldare un Autunno appena agli inizi. C'è pace. Nessun suono molesto,nessuna puzza industriale. C'è voglia di muoversi e muovere,di correre lentamente i minuti che si fondono in ore e in ore che parlano tra loro,che danzano su musiche non sempre percepibili ma che sanno legarsi in catene di vive emozioni.
È Domenica. Non,forse,quella di un leopardiano villaggio ma comunque una Domenica che è miele e vino,grano e uva da piluccare senza fretta.
È Domenica di assenze che si nascondono in ricordi come perle che non vogliono uscire da ostriche ben piantate su fondi di abissi marini spazzati da correnti ascensionali di attimi di follia e di piacere ubriacanti.
È Domenica e anche un' altra settimana ha lasciato la sua firma nel registro dell' eternità che sa ripetersi in variazioni scacchistiche degli amori di Re e Regine che si inseguono per mangiarsi come mele in un Eden senza peccati da sventolare come bandiere al vento.