Questa poesia ci porta dentro un percorso interiore, fatto di immagini, sensazioni e ricordi. Non c’è una storia vera e propria: il significato nasce soprattutto dalle immagini che si susseguono. All’inizio troviamo il tema del risveglio e del volo. Le ali salgono tra le nuvole, ma poi “s’inabissano”: sembra rappresentato il desiderio di elevarsi, di cercare qualcosa di più alto, accompagnato però dalla difficoltà e dallo smarrimento. Nella parte centrale prevalgono il silenzio, il deserto e la nebbia. Le “voci senza suono” sembrano indicare qualcosa che sentiamo dentro di noi ma che non riusciamo ancora a esprimere. Il poeta cerca di “diradare la nebbia”, cioè di fare chiarezza dentro una situazione ancora confusa. Poi entra in gioco la memoria, descritta come una marea che fa scomparire e riemergere continuamente immagini e persone del passato. Nel finale, invece, si apre una possibilità nuova. La “dischiusa roccia” e il “vento astrale” danno l’idea di qualcosa che finalmente si apre e si mette in movimento. È come se, dopo lo smarrimento, fosse possibile raggiungere una consapevolezza più profonda di sé. La poesia, quindi, può essere letta come un viaggio dalla confusione verso una possibile apertura. Non ci dà una risposta definitiva: ci invita piuttosto a cercarla, lasciando che siano le immagini, le emozioni e le sensazioni a guidarci. Interessante .Saluti.