Le corna,nell'antichita' classica,sono sempre state stimate in qualita' di potenza imbattibile,sinonimo di regalita' e scudo contro i capricci divini.Ultimamente la cultura si e' come liquefatta e,se in Spagna il toro e' fonte ludica finalizzata all'abbattimento,per platee barbare ed anestetizzate a sentimenti superiori e delicati,in Italia,dell'antica potenza se ne e' fatta burlesque per famiglie.A Milano,in galleria Vittorio Emanuele,vi e' l'icona taurina nell'impiantito da non so quanti secoli,che ritualmente si calpesta dai passanti provenienti da ovunque,anche indigeni,a fini superstiziosi,ad altezza genitale.Ogni tanto la si deve "restaurare",in quanto i testicoli sono progressivamente cancellati.Dove lavoro io,a Lainate,invece il toro,ispira ancora sacro rispetto e devozione,parlo di una fattoria che la coop visitava annualmente,per mangiare l'anguria e bere vinello,alle feste comandate.Alloggiato in ampia stalla,era enorme,e disturbato solo per operazioni utilissime di monta,un playboy,i fattori lo trattavano e alimentavano con i guanti;nonostante lo spazio limitato e una solitudine allucinante e in cattivita',per tutta la la vita non ebbe di che lamentarsi.Pochi anni fa l'abbatterono con una sparachiodi,il suo tempo era finito,ma ritengo lo fecero "sovrappensiero",intento al pranzo.Per me,le corna,non hanno invece alcun significato,ne' di potenza virile,ne' di divinita' da esorcizzare deridendole:semplicemente uno sposo annientato dall'internamento in manicomio dell'amata moglie.