PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 14/09/2026
Sciatto trovarsi sabato sera in stazione Centrale,almeno per Jean Paul,dopo un appuntamento strappato.Perche' sciatto,io e lui,colleghi da tempo,difficile la si pensi alla stessa maniera,trovi piu' elegante un motel,o un palinsesto di ristoranti e cinema e teatri e ristocinema per capire che non e' quella giusta,dopo una mensilita' estinta a parlar d'inezie?Sciatto perche' lo trovo sciatto e pretestuoso.A mio parere invece,sempre che siamo ancora amici,oltre che colleghi,la stazione ferroviaria e' un posto neutro,non interpretabile,con diramazioni nell'ovunque.Di sera,non troppo tardi,se poi non era quella giusta,me lo dirai tu.Anzi,sara' sicuramente quella giusta,per la serata,se viene pero' da Palermo,o da Lucerna!
  • Attualmente 3/5 meriti.
3,0/5 meriti (2 voti)

Il brano sembra parlare semplicemente di un appuntamento alla Stazione Centrale, ma in realtà nasconde qualcosa di più profondo. Il poeta usa la discussione sulla scelta del luogo per parlare del rapporto tra due persone. La stazione, con i suoi treni e le sue tante direzioni, diventa il simbolo di un momento in cui non si sa ancora dove si andrà. È un luogo neutro, dove non è necessario fingere che l’incontro abbia già un significato preciso. Dietro l’ironia si sente però una domanda importante: siamo ancora amici oppure il nostro rapporto è cambiato? La frase “sempre che siamo ancora amici, oltre che colleghi” fa capire che questa è forse la vera preoccupazione del poeta. Anche l’espressione “se poi non era quella giusta, me lo dirai tu” può avere un doppio significato: non si parla soltanto della serata, ma forse anche della persona e del rapporto tra i due. Per questo il testo, pur essendo leggero e scherzoso, parla in realtà di amicizia, attesa, incertezza e possibilità. La stazione diventa così il luogo perfetto: un posto da cui si può partire in molte direzioni, proprio come può cambiare un rapporto tra due persone.Saluti.

il 17/09/2026 alle 00:49

Saludos Ninetta,bentornata.Dunque,qui ricucivo un rapporto da molti anni interrotto con Jean Paul Sartre,maestro di Gino Paoli,Luigi Tenco ed altri cari estinti.Estinto a sua volta,mi chiedevo se avrebbe vissuto in coerenza la scena descritta o se l'avrebbe rifiutata a priori. Lo scrittore influente,come lui,vive nei cuori di chi lo ha trovato genuino,e la morte non ne tarpa le tematiche. Pur "diplomato" in radioestesia,non parlo pero' con i morti,ma ne valuto il portato,la validita' del messaggio che magari venti,trenta o cinquant'anni fa mi hanno trasmesso con il loro operato.Lo ammetto,in questa pagina vi ho messo dell'ironia,ma l'ironia che si sprigiona dopo tanti anni di frequentazione ed "amicizia".Non tutti potevano esser amici di Sartre... Zao,e a presto.

il 17/09/2026 alle 18:42