Il brano sembra parlare semplicemente di un appuntamento alla Stazione Centrale, ma in realtà nasconde qualcosa di più profondo. Il poeta usa la discussione sulla scelta del luogo per parlare del rapporto tra due persone. La stazione, con i suoi treni e le sue tante direzioni, diventa il simbolo di un momento in cui non si sa ancora dove si andrà. È un luogo neutro, dove non è necessario fingere che l’incontro abbia già un significato preciso. Dietro l’ironia si sente però una domanda importante: siamo ancora amici oppure il nostro rapporto è cambiato? La frase “sempre che siamo ancora amici, oltre che colleghi” fa capire che questa è forse la vera preoccupazione del poeta. Anche l’espressione “se poi non era quella giusta, me lo dirai tu” può avere un doppio significato: non si parla soltanto della serata, ma forse anche della persona e del rapporto tra i due. Per questo il testo, pur essendo leggero e scherzoso, parla in realtà di amicizia, attesa, incertezza e possibilità. La stazione diventa così il luogo perfetto: un posto da cui si può partire in molte direzioni, proprio come può cambiare un rapporto tra due persone.Saluti.
Saludos Ninetta,bentornata.Dunque,qui ricucivo un rapporto da molti anni interrotto con Jean Paul Sartre,maestro di Gino Paoli,Luigi Tenco ed altri cari estinti.Estinto a sua volta,mi chiedevo se avrebbe vissuto in coerenza la scena descritta o se l'avrebbe rifiutata a priori. Lo scrittore influente,come lui,vive nei cuori di chi lo ha trovato genuino,e la morte non ne tarpa le tematiche. Pur "diplomato" in radioestesia,non parlo pero' con i morti,ma ne valuto il portato,la validita' del messaggio che magari venti,trenta o cinquant'anni fa mi hanno trasmesso con il loro operato.Lo ammetto,in questa pagina vi ho messo dell'ironia,ma l'ironia che si sprigiona dopo tanti anni di frequentazione ed "amicizia".Non tutti potevano esser amici di Sartre... Zao,e a presto.