Fermento sotto il sole
cerco parole essenziali, precise
colate, spinte a calci e trascinate
attraverso luoghi lontani, finché arrivino a me.
in questa sera un serpente di pensieri
mette le sue ansie in giro per la stanza fino a notte
e nell’universo dei sapori riconoscerei il tuo dolore ad occhi chiusi
immaginandoti nelle spire degli avversativi della vita.
ci tocca strisciare anche a noi
in questo mondo blasfemo di storia che si ripete
di matricidio senza fine
di vita in cattività
di manipolazione
di assassinii che sono storia e non hanno più colpevoli.
sicuramente almeno un albero è stato testimone delle nostre vite
ma scaduta è la misericordia che non abita più i nostri animi
non riposiamo in più in natura
ma ci prepariamo alla lotta.
non lavoriamo nelle comunità
ma globalizzati senza un riconoscimento
senza confini, ovunque sulla terra, lavoriamo per il capitale
e non più per noi e le nostre genti
lavoriamo per i padroni del mondo
patiamo per loro
e soffriamo per questa solitudine amara che ci invade
per questo vuoto d’identità
che non riusciamo a riempire
neanche con i pagamenti a rate
neanche con le follie del consumo.
siamo gregge al soldo del pastore
ma dove c’era un dio
adesso c’è un conto corrente
siamo tossici di lavoro
siamo alcol di supporto
siamo coca prestazionale
siamo crack da paranoia
siamo keta da scissione
siamo scarto di produzione.
siamo numeri in perdita
siamo consumatori
siamo sogni delusi
siamo degni collusi
e svuotino di ripiegamento.
siamo guerra in movimento,
stracci in faccia
siamo ammazzamogli
siamo parvenze umane nascoste da gracili narcisi.
siamo quello che dovevamo essere
per far piacere al denaro
identità incomplete a cui manca un soffio di vita.
catania 11 settembre 2026