Tremo al solo pensiero
di uscire di qui
là fuori c’è tutto ciò
che mi fa più paura,
perciò resto qui
non mi importa di uscire
gracili insicurezze
sono il mio pane quotidiano
non so cibarmi di altro
fuori c’è un mondo
che davvero mi terrorizza
e non so chiedere aiuto
_Chiamami se hai bisogno_
è tutto ciò
che ti ho sentito dire
ma ora, dove sei...
non ascolti nemmeno
i miei messaggi
resto solo, e piango
sì piango per la paura
di affrontare quel qualcosa
che in realtà non conosco,
son figlio di tanti sbagli
non sempre giustificati
nessuno mai ha avuto
fiducia in me
neppure chi doveva
iniziarmi alla vita,
perciò resto qui, chiuso
in questa stanza buia
in fondo chi mai mi cercherà,
certo non chi doveva essere qui
ma ha fatto scelte diverse
rimanendo sordo alla mia richiesta,
la vita in fondo per tutti è la stessa
una fragile essenza da evitare
ti prego, apri la finestra
e guarda oltre la pineta
è là che tutto diventa vita,
ti prego esci, lascia la tua stanza
e mettiti in cammino, e vedrai
il sorriso degli altri
ti farà compagnia
vedrai mani che si tenderanno
verso te, pronte ad accoglierti
in un abbraccio, ti prego
lascia quella stanza buia
meriti di vivere questo momento
sarà la resilienza il tuo dono
ecco, vieni avanti
così alla luce del mattino,
la senti questa carezza
che il vento ti dona, accoglila in te
e casomai fanne omaggio
a chi come te, vive ora nel buio...
© Saverio Chiti, 11 settembre 2026
_ci sono ancora persone insicure
che figlie di una vita di paura e incertezza restano rinchiusi in stanze fisiche e mentali,
noi abbiamo il dovere di “accoglierle” nella nostra vita, è anche cosi che si combatte
la solitudine di chi si pensa diverso_