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Pubblicata il 09/09/2026
Celebre per le solitarie escursioni in bassa e alta montagna,con scarpe da citta',k way e borsa a tracolla,nei rari giorni liberi da lavoro e impegni,gli amici non mi chiedevano piu' dove andassi,con la macchina arrivavo ai limiti della strada;poi proseguivo a piedi.Localita' rigorosamente sconosciute erano dotate comunque di piccoli sentieri,ed ogni volta mi toglievo la curiosita' nel saper dove portassero.A Luglio,corrente anno,scarpinai parecchio per un sentiero che in anni lontani poteva regolarmente venir battuto da cavalli
o mezzi di trasporto ma ora abbandonato,con rami tronchi e sterpaglie.A circa una decina di chilometri dal paese abitato,il sentiero si allargava sino a contenere al centro di una radura,un vecchissimo rustico in pietra,su tre livelli,con ampie finestre sulla valle ed ampio spazio dedicato all'ossatura per una stalla.Diluvio' tutta notte,e se al primo piano trovai le vestigia famigliari di almeno due persone con tre figli non molto grandi,al secondo due spaziose camere da letto,al terzo la cameretta del minore dei tre,i servizi erano probabilmente esterni,in soffitta non vi era che una culla in vimini intrecciato,appartenuta alternativamente forse a tutti e tre.
al suo interno il certificato di morte dei figli,datato Ottobre 1908,causa colera.Presi la via per le autostrade la mattina successiva,ed il cellulare non mi diede tregua fino a Milano,certo invece d'averlo spento senza mai riattivarlo.
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