dalla mia finestra ti percepisco
seppur non ti veda,
il grande palazzo di fronte
mi preclude la vista...
in ogni notte inquieta o serena
ti sento come fossi mia vita
che si arrabatta e si trascina
violenta, nell’onda che arriva
schiaffeggiando la spiaggia
col mare in burrasca
oppure giunge opulenta
e placida senza rincorsa
va accarezzando
ogni granello di sabbia
in un continuo andare e ritorno
dal mare aperto alla costa amica
ora sei come il respiro del vento
che sfiora le ali degli uccelli
e li fa volteggiare attraverso
la sua lenta corrente
qua e là, fra il mare
e la fresca pineta
nella continua caccia di cibo
da donare a nuova vita
nella notte i fiori si preparano
al nuova risveglio, al mattino
i piccoli petali si apriranno
diffondendo da piccoli scrigni
il loro segreto, sotto forma
di profumato nettare
in un continuo di natura
che tutto ci dona
ogni notte ti sento
e la pace in me raggiunge
livelli davvero insperati,
l’anima si placa
nell’onda che avanza
e nel sogno di momenti vissuti
seduti su di un comodo divano
o all’ombra del giardino
io e te, ancora noi
tu che mi sei accanto
e allunghi la mano quando il pianto
delle preoccupazioni rasenta
il colmo
nello scontroso maroso
che annientare tutto vorrebbe
se non fosse per la capacità
della rinnovata spiaggia
a calmierarne l’impeto,
di placido amor sei in cuor tuo
e ogni tuo abbraccio
è come quell’onda che ha il sentore
di una carezza, che m’accoglie in sé
quasi fossi spiaggia che respira.
© Saverio Chiti, 4 settembre 2026