La corteccia,
libro inciso nel verde cristallino,
tracima solchi
tra le flebili poesie diluite nella fine maglia dell'universo;
fiumi che scorrono nelle vene
e si diramano
tra i nodosi rami dell'inifinito.
parve la luna sfiorare
il velo luminescente della timida
chioma,
che nasconde la sua irriverente voluta
di foglie,
acanti decorati
con le dita vermiglie
di un arcano siderale
riemerso nel tempo.
lamine argentee lambiscono
la tenera, fluida marea dei sensi,
che trascrivono note
nel manto azzurro,
nel cuore di legno
impresso nelle fragili pergamene.
il fuoco incide l'arcano glifo
che adorna la rima,
fluttuante tra le inermi folle
ormai spente
nelle paludi immorali
di un testo mai scritto.