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Pubblicata il 31/08/2026
la notte

che ho lasciato
una banda di tarli
nella stanza

dando retta
al ragno
a scivolare dal buco
verso la piazza
in festa

la notte della taranta

pizzicando
il tuo cuore
hai ballato
nuda per me
fino all'alba

e non bastavano
veli
baci
toccata l'estasi
con quei salti
sul selciato
noi
innamorati

e con l'orchestra
di tamburi corde
fiati sul palco
noi due
di più a tremare
nella tela del peccato

contento
l'amico fidato
a stropicciarsi
tra fili d'ordito

il veleno d'amore
già inoculato
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Da una banda di tarli a una tela di ragno, il tuo destino è appeso a un filo... peccato, o fortuna?, che il veleno inoculato abbia compiuto la sua opera tossica... Eppure, questo veleno d'amore ha qualcosa di irresistibile, a cui non si può rinunciare, perché la tua poesia ha un fascino torbido che ammalia!

il 31/08/2026 alle 16:51

fa bene, credimi Illune, intorbidare l'acqua, ogni tanto....per raccogliere poi sul fondo il sedimento di storia...

il 01/09/2026 alle 13:29