Chi, almeno una volta, non si è sentito inadatto? Non necessariamente incapace o diverso dagli altri, ma semplicemente fuori posto. Come se il mondo avesse regole e aspettative che non riusciamo a comprendere. Il testo parla proprio di questa sensazione: essere giovani, curiosi, pieni di possibilità e non sapere ancora che cosa farsene. Gli Inadatti vagano «su e giù, a destra e a manca», cercando «uno scopo, un amore, un sogno». È un'immagine vicina all'adolescenza: si comincia a voler essere qualcuno senza sapere ancora chi. Si cercano passioni, amicizie, amori e ideali. A volte ci si sente incompleti, come «impasto non lievitato»: qualcosa che potrebbe diventare, ma non ha ancora trovato la propria forma.Sono «intelligenti ma ignoranti»: sanno pensare e interrogarsi, ma non hanno ancora le risposte. Forse è proprio questa la condizione di chi cresce: avere più domande che certezze. Il testo può ricordare Luigi Pirandello, con i suoi personaggi in crisi davanti alla propria identità. Anche gli Inadatti cercano una forma, ma ogni forma sembra provvisoria.Gli Inadatti continuano a guardare la realtà. Ed è forse questa l'immagine più bella: «segni di dita su vetri appannati dal fiato / esili di curiosi affacciati alla realtà». Non hanno smesso di cercare. Guardano il mondo attraverso un vetro, forse perché non riescono ancora a entrarci completamente. Ma guardare e interrogarsi è già una forma di partecipazione alla vita.Un bel testo.