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Pubblicata il 26/08/2026
Il respiro di Gupta, esile, arboreo,
rimira le limpide cascate,
arse dal furore dischiuso
di semplici dalie ricoperte di rugiada.

sfuma lieve tra le foglie
e s'intravede tra le flessuose,
dirompenti,
arcuate lamine dischiuse
nell'eterno divenire.

volteggia con le dita
le sferiche gocce che delineano solchi
tra le venature che scorrono
tra i lembi fogliari
di fluenti alberi che intonano canti
tra i respiri del vento,
che sibila sinuoso tra le felci
inclini al tramonto.

delicato mantello che avvolge
il timido orizzonte,
che si richiude tra porte arcane,
cancelli dorati del regno
di piccoli cristalli sospesi
tra le volte di un antico mare.

marmorea statua che si disgrega
tra minute, spente, oscure
candele morenti.
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