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Pubblicata il 26/08/2026
Qualche seme in me,
qualche nascita agitata,
come un goffo risveglio,
si desta alla vita.

Terribile e istintivo
mi tocca le viscere.
Lo temo e vi resisto,
mi rannicchio sulle mie norme, sulle brevettate
rassicurazioni di un uomo.

Non ne conosco la natura.
Non ho termini per definirlo.
Non posso vederne la forma.
Ma, lì, inscrutabile,
appena sotto terra,
c'è la latenza a lungo evitata.

Come i funghi nel bosco di querce,
dove la montagna in forte pendio
fa da gradino al mare,
quando le deboli piogge di novembre
inumidiscono la lettiera,
risvegliando le loro spore -
come loro,
rozzo, denso e irresistibile,
ciò che temo e desidero
mette fuori la testa.

w.E
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