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Pubblicata il 24/08/2026
Nel folto bosco e sotto la sua ombra,
un uomo guarda il cielo che s'ingombra;
tra piante antiche e lungo le sue fronde,
un crudo male oscuro si nasconde.

Non porta la corona di un sovrano,
ma l'arco stretto nella forte mano;
non cerca la memoria con il canto,
ma vive la sua terra e tutto il pianto.

Il sangue cade sopra la radice,
nessuno scampa e nulla benedice;
il verno duro morde la sua pelle,
né resta luce sotto queste stelle.

La vita spunta debole e violenta,
il lutto antico ancora lo tormenta;
non c'è l'orgoglio d'oro né il trofeo,
ma il buio fido di un gran mausoleo.

La roccia nera trema sotto il passo,
un ladro spia da dietro un duro sasso;
l'acciaio caldo svela la parete,
e la paura tace nella sete.

Non c'è pietà nel cuore della selva,
l'umano regna solo come belva;
il re lontano vende la giustizia,
ma la foresta nutre la malizia.

Si sente il grido sordo d'un fendente,
che spezza la speranza della gente;
Marian osserva il fuoco della pira,
e negli sguardi accende la sua ira.

Lo sceriffo avanza cupo nella fossa,
con l'odio chiuso al fondo delle ossa;
ma il braccio stanco scaglia la sua freccia,
mentre la pioggia rapida s'intreccia.

La forza trema e cede al primo assalto,
non c'è la grazia dell'Eterno in alto;
il limo inghiotte il ferro della spada,
e segna ormai la fine della strada.

Il ricco piange e cede il suo tesoro,
ma il ladro sdegna le monete d'oro;
cerca soltanto il pane per la vita,
per dissetare un'ansia mai finita.

I morti restano sulla radura,
vittime perse di questa paura;
non c'è trionfo lungo la vittoria,
ma solo un'ombra priva di memoria.

Il bosco tace e chiude la ferita,
mentre si spegne piano la partita;
resta il silenzio sopra la scogliera,
e il freddo nero della nuova sera.

I dolci canti spargono la fama,
dipingon l'uom gagliardo e la sua brama;
ma il verso d'oro mente sulla pena,
nasconde il peso duro della catena.

Le frottole ornate coprono la tomba,
dove il destino tragico rimbomba;
la favola inventata incanta il re,
ma il sangue cade amaro sul perché.

La verità non cerca la ballata,
è pietra dura, fredda e ben tagliata;
il tempo toglie l'abito del finto,
e mostra l'uomo stanco ormai già vinto.

Nessun poeta canta il vero male,
né la miseria di questo mortale;
rimane il solco, il gelo e la sua fame,
mentre la notte chiude le sue trame.
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Bella favola, ben resa con queste quartine in rime baciate perfette di endecasillabi canonici (a meno di un rolliano). Anche se… ci sono 3 versi ipermetri da limare. Si indice un concorso: chi individua i 3 versi prima che Sir Morris li corregga, vince un applauso! (Se poi indica anche dov'è il rolliano, l'applauso raddoppia). Su, non siate timidi, scovateli prima che sia troppo tardi :-)

il 25/08/2026 alle 08:08

Grazie molte, Iof! Gentilissimo nel perfezionar la metrica! UN SALUTO

il 25/08/2026 alle 09:20

Componimento molto apprezzato. Un caro saluto.

il 25/08/2026 alle 11:35

Grazie per l'apprezzamento, Poe. Un saluto caro.

il 25/08/2026 alle 11:44

Un testo che riesce a emozionare nonostante si conosca la storia e i suoi protagonisti, l'atmosfera cupa della foresta di Nottingham è rappresentata magnificamente! Ho colto subito a orecchio tre versi troppo lunghi, forse quelli che ioffa chiama ipermetri: lo sceriffo..., nasconde..., le frottole..., ed ho pensato che fossero inciampi voluti, per sottolineare qualcosa di importante che mi ha fatto riflettere, come certi effetti sonori molto lirici di Vittorio Sereni, e di altri poeti forse meno noti ma altrettanto importanti... però non so cosa sia il rolliano e non ho voglia di andarmelo a cercare da sola, dato che si è aperto un dibattito interessante mi piacerebbe continuarlo qui! Un caro saluto a Sir.

il 25/08/2026 alle 16:03

Sì, son quei tre, tutti e 3 dodecasillabi; il rolliano è un endecasillabo apparentemente canonico a minore che però contravviene ad una sottoregola specifica che impone che quando l'accento secondario cade sulla 4ª sillaba (appunto endecasillabo "a minore"), la parola che lo contiene deve essere piana o tronca (è una sottoregola che ha a che fare con le cesure che debbono poter spezzare l'endecasillabo in un 5+6 o in un 6+5, ma non saprei spiegarlo, servirebbe un esperto vero, che io col mio background tecnico medico/fisico/chimico arrivo solo al "meglio non farlo") ed il "rèstano" dei morti invece è sdrucciolo ed infastidisce la cesura di quel verso. Ma essendo una sottoregola decisamente macchinosa, in tanti lo ignorano, anzi Paolo Rolli (da lui il nome) lo cercava di proposito per creare degli endecasillabi come doppi quinari (5+5) con il primo emistichio che finisce con sdrucciola, che se no 5+5 darebbe 10 e non 11! Ma a Dante si accapponerebbe la pelle con quei versi :D Comunque, sto facendoti l'applauso, Illune :-)

il 25/08/2026 alle 17:22

Sempre in gran forma. Un saluto.

il 25/08/2026 alle 17:48

Michael Sarnoski la pensa come me sullo stravolgimento dei racconti: il suo recentissimo film mi ha molto ispirato! Grazie mille Jean, sei in gran forma anche tu, visto che te ne sei accorto! Un saluto affettuosissimo!

il 25/08/2026 alle 18:55

Grazie molte, Illune! Chiaramente sono voluti, ma è giusto sottolinearne l'eventuale correzione per renderli perfetti alla rispettosissima canonicità. Un caro saluto.

il 25/08/2026 alle 19:00

Grazie sempre, Iof, per le preziose quanto interessanti delucidazioni!

il 25/08/2026 alle 19:01

Ringrazio anch'io questi chiarimenti che possono essere di grande aiuto per la lettura di una poesia! Attualmente io sono una lettrice molto intensa della poesia contemporanea, che non ha mai eliminato totalmente la metrica classica, ma la reinterpreta utilizzandola per creare nuovi ritmi e nuove musicalità, un po' come la musica atonale e la pittura astratta rispetto alle opere classiche. A proposito, dato che nella poesia più recente si è venuto affermando con sempre maggior autorevolezza il contributo al femminile, mi piacerebbe avere un parere su Patrizia Valduga, Patrizia Cavalli, Mariangela Gualtieri, Chandra Livia Candiani, tanto per fare qualche nome... io le adoro tutte!

il 25/08/2026 alle 23:05

Grazie ancora, Illune. W le donne!

il 25/08/2026 alle 23:55