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Pubblicata il 24/08/2026
in fulgida aurora
d’estiva stagione, 
quando l’aurea luce
sfiora i petali d’oro, 
s’alza il mormorio
d’un amor sottile, 
nascente fiamma in cuor
di sole ardente.
sfolgora, o incanto,
tra le fronde obscure, 
dove il tempo si disfa
in vapori di seta, 
e il respiro dell’anima
s’intreccia a languori, 
come liane d’ambra
avvolte in dolce incanto.
l’amor sboccia in petto
come rosa imperiosa, 
che sfida l’ardore
del sol senza tregua, 
e dipinge il firmamento
con versi sibillini, 
che danzano tra gemiti
di stelle cadenti.
oh, dolce e temerario
fuoco di luglio!
tu plasmi desideri
in sculture di fuoco, 
trasformi i sospiri
in sonetti di cristallo, 
e il cuore si fa palcoscenico
di passione sovrana.
tra arabeschi di luce
e ombre di sete, 
s’intrecciano sguardi
come fili di porpora, 
e l’amore, audace,
sfida l’immenso cielo, 
un canto barocco di licenziosa grazia.
nel fulcro d’ogni alba,
l’anima s’inarca, 
nell’abisso lucente
di un abbraccio greve, 
dove ogni palpito
si fa eterno sigillo, 
e il tempo, svanito,
è solo un’eco lontana.
così l’estate consacra
il suo rito sacro, 
col nome di chi osa amarti
senza catene, 
mille volte rinato
in ardore e silenzio, 
nell’infinito giardino
dell’amor profano.

laura Lapietra ©
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