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Pubblicata il 24/08/2026
amica mia
non posso risponderti
alla domanda
come state

tolte le macerie adesso
non c'è deserto
più vuoto intorno

e mirare questo paese
sulla spianata bianca
è come spogliare
un povero cristo in croce

lancia nel costato
oggi la solitudine
su un altro golgota
di povera gente
s'è consumata

nei volti senza pace
nelle mani che non scavano più
nel silenzio della rovina
quando dalle urla
strozzate alle parole
inutili
puoi solo nascondere ancora lacrime

e stasera quel cane al fontanile
era uno di noi
anche se perduto

prima di bere
chiedeva una carezza

del nostro dolore
muto

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( alla mia terra, alla mia gente , che ,colpite duramente dal sisma , ancora aspettano...)
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I primi versi sono veramente strazianti e si potrebbero estendere a qualunque calamità, naturale o meno, perché certe domande non si dovrebbero neanche pensare, per quanto siano inutili o retoriche... ed è molto convincente l'immagine finale del cane solitario al fontanile, sembra di vederlo!

il 25/08/2026 alle 16:12

sì , è una pagina del mio diario più dolorosa, ma grazie per il tuo commento Illune , vibrando per l'ultima foto al fontanile...spero ti rinfranchi l'ultima parte dell'estate torrida, un caro saluto, ciao vir

il 25/08/2026 alle 22:30