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Pubblicata il 24/08/2026
La notte, nell’attesa di te,
la città è ancora sveglia.

sulla strada asfaltata,
le auto corrono
verso destinazioni conosciute—
anche quando il semaforo è rosso,
sembra che non sappiano
come fermarsi.

gli edifici
stanno in piedi a testa alta;
le loro cime
si perdono tra le nuvole.

tra le centinaia di finestre
di un palazzo,
la luce di una sola finestra
scende lentamente
lungo il muro.

il cigolio della poltrona
porta ancora con sé
il peso dell’assenza di qualcuno?

due mani, immerse nel silenzio,
rimangono incollate
all’ombra sul muro—
non hanno ancora dimenticato
il ricordo di un tocco?

oltre la porta,
la città era ancora sveglia.

la luce dei fari
per un istante
rivela il marciapiede.

un vecchio
stringe al petto
il fagotto sulla sua spalla—

ricorda ancora
il nome di un indirizzo,
come una coperta
che, anche dopo la fine dell’inverno,
ricorda il calore di un corpo?

nei suoi occhi stanchi,
la strada, che ha cancellato
le impronte dell’intera giornata,
rimane ancora sveglia nel silenzio.

anche le strisce bianche
delle strisce pedonali,
nel silenzio della notte,
cercano la propria ombra.

sotto la luce gialla,
giacciono le foglie secche.
ricordano ancora—
di quale stagione
fu l’ultimo addio?

quando soffia il vento,
le foglie si fermano
l’una accanto all’altra,
come se l’addio di una stagione
fosse ancora in corso.

l’ultimo treno
non è ancora arrivato.

un lungo fischio
e il tintinnio delle ruote di ferro,
con l’entusiasmo del ritorno
verso una destinazione conosciuta,
sollevano onde
contro le dure mura della città.

gli uccelli notturni,
al suo arrivo,
tornano a dare voce alla vita
con suoni diversi—
come se avessero il compito
di annunciarne l’arrivo
al mondo intero.

le creature della notte
avevano soltanto dormito per un po’;
non erano morte.

si risveglieranno.
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Di questa poesia mi piace soprattutto l'atmosfera, che avvolge la notte in un'attesa piena di ombre e di domande. L'addio è solo annunciato da una serie di segnali, ambigui o contraddittori, oppure ha siglato l'assenza di chi si vuol ricordare, nella speranza di un ritorno? Le domande si accavallano tra immagini inquietanti sospese come residui di un sogno interrotto o dimenticato, mentre la realtà si affaccia con un risveglio blando che non dissolve le ombre della notte ma le riassume in una sorta di pacificazione interiore, che commuove e consola... ed è una bellissima sensazione di pace!

il 25/08/2026 alle 00:41

Grazie per aver letto la mia poesia con tanta attenzione e profondità. Mi fa piacere sapere che hai percepito l’atmosfera di attesa, le domande e le ombre che attraversano la notte. Forse alcune risposte è meglio lasciarle al lettore, perché ogni interpretazione può aprire una porta diversa dentro la poesia. Grazie ancora per le tue parole

il 25/08/2026 alle 05:02