PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 22/08/2026
Un tempo, quando speranza e levità di vita,
mi empivano i giorni, scrissi:
"Vanno i pensieri miei-gai, placidi e lievi
come petali sull'acqua."
or mutato è il tempo e mutate son pure:-
le pìe certezze.-
i pensieri, frutto di neri ricordi, spuntano a
frotte. S'inseguono, si accavallano e
formano un vociante e rissoso groviglio.
essi non son più gai e lievi; son invece
tinti di grigia mestizia e di rossa rabbia,
tanto che mi danno una sensazione
mista di ansia e dolore.
costretta sono a chiudere gli occhi e
la mente.
mi rifiuto di ascoltare il loro vociante
alterco.
divago e mi dedico ad altro.
poi, calmata, galeotta curiosità mi
spingo a riaprire tutto.
da quel guazzabuglio vedo emergere
la sfocata immagine di una bimba...,
poi fanciulla e poi ragazza.
in concomitanza una voce tonante ed
ironica mi rintrona nelle orecchie:
"Chi vuole il pane di questo convento
il culo dee fare come un mantice?!"
la bimba sta muta e sgomenta.
la voce, invece, continua canzonatoria:
"Il pane lo si guadagna. Chi non
lavora non mangia!"
ancora echeggia stentorea la voce:
"quando sei incudine? Statti!!
tu. Non sei martello!"
ea dixit! Così fui incudine per sempre.
e...E ancor oggi benchè vecchia:
"Incudine sono"
mablù
11/05/2026
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